Conchidorto's News
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In die de oe, a pustis de prus de chimbant'annos, est torradu a s'istatzione de sa Reale de Macumere unu trenu cun sa locomotiva a vapore 740 423, zughiat duos vagones a trazu e unu carru de carbone fatu. Pro su primu viazu, lompidu dae Casteddu e Aristanis, su trenu at zutu a Macumere unu rugu de turistas inglesos. Si bos cherides fagher unu viazu che in ateros tempos pompiade su zassu www.sardegnavapore.it |
Prima qualche colpo che annuncia l'inizio dello spettacolo, s'avisu, poi un crescendo di botti sempre più forti e assordanti, per stordire ed esaltare il pubblico confuso e disorientato dalle granate della propaganda. Ma la SARAS altro non è che la summa del capitalismo familiare italiano, rapace e distruttivo, colluso con la politica fino al crimine. Crimine "buono" ovviamente, perché legalizzato trasversalmente dalla politica. La famiglia Moratti è di destra, ma anche di sinistra, dalla premiata ditta Emergency, alla premiata ditta San Patrignano, da Pisapia a Berlusconi. Ma, come i famigerati ladri di Pisa, i fratelli petrolieri milanesi sono compari di scorribande di notte e fanno finta di litigare di giorno. Niente di nuovo sotto il sole, le ingentissime somme a disposizione della ditta Moratti consentono ogni tipo di capriccio, sia che si tratti di mantenere una squadra di calcio dai risultati disastrosi e sia che si tratti di orientare la stampa largheggiando con la pubblicità mascherata da informazione imparziale. Un esempio lo offre la comunicazione apparsa ieri sui quotidiani sardi ad opera della Confindustria Sarda, apparentemente una comunicazione istituzionale banale e scontata, piena di citazioni di buonsenso a buon mercato, quindi, a prima vista, tutto sommato sprecata e pleonastica, se non fosse che nulla si fa mai per caso. A ben leggere infatti, specialmente per chi segue le polemiche attorno al cosiddetto progetto Eleonora altro non è che uno spottone subliminale a favore della SARAS, primo socio della Confindustria Sarda.
Nessuno biasima l'associazione degli industriali quando ovviamente e meritoriamente persegue i suoi interessi nel rispetto dell'ambiente, della sicurezza e del lavoro degli operai, ma di fatto la Confindustria non ha il mandato per infeudare la Sardegna a questi speculatori senza scrupoli. Che la SARAS, non sia esattamente una buona compagnia per la Sardegna lo dimostra il sito industriale di Sarroch, un enclave petrolifera perennemente immersa nei vapori velenosi che da una parte elargisce qualche migliaio di salari all'anno e dall'altra la più alta incidenza di malattie tumorali di tutta la Sardegna. Oltre che il sito di Sarroch, dove tramite una legge truffa, la SARAS produce e vende energia elettrica utlizzando gli scarti di lavorazione del petrolio a prezzi di energia rinnovabile, ha avuto in concessione mille ettari per impiantare uno dei parchi eolici più vasti della Sardegna nel cuore dell'Ogliastra, con ridicole ricadute sul territorio e un impatto ambientale da galera. L'Istituto Luce al servizo della SARAS si è messo in moto anche per la ricerca del gas nel sottosuolo sardo, a cominciare dai nomi, progetto Igia ed Eleonora, che sono nomi familiari e amati dai sardi. Ma la figliola di Mariano IV, sicuramente, gia nel trecento aveva una visione ed un rispetto verso i beni comuni nettamente più avanzata di quella che i vertici della Confindustria Sarda bollano come "sogni di una irreale isola bucolica, fondata esclusivamente su turismo e agricoltura". Ad Arborea non esiste nessuna realtà bucolica, esiste però un sistema agroindustriale avanzato, con un equilibrio molto delicato, portatore anch'esso di un forte impatto sul territorio e di certo non scevro da problematiche ambientali, ma infinitamente più sicuro e rispettoso di un impianto petrolchimico della durata presunta di vent'anni a totale vantaggio della solita ditta milanese. Un altro esempio di stampa orientata lo offre la testata online Sardinews, che nel mese di novembre 2011 ha pubblicato un redazionale camuffato da autorevole e disiteressato servizio giornalistico (sic).
Questo articolone nel successivo numero di dicembre 2011 ha fruttato ben due paginoni di pubblicita della SARAS, non certo gratuita.
L'ufficio relazioni pubbliche non tralascia nemmeno il cinema, con punte di genio veramente diaboliche nel pizzicare le corde dell'orgoglio dei sardi. È il caso del film Treulababbu, due belle storie di bambini girate in sardo/italiano nello splendido scenario dell'Ogliastra. Ad un certo punto il regista inserisce alcune scene suggestive del parco eolico di Ulassai evidentemente senza legame alcuno con la narrazione del film, il senso delle scene viene svelato dai titoli di coda, dove appaiono i ringraziamenti anche per la Sardaeolica, la società del gruppo SARAS proprietaria del parco eolico. Per fortuna l'opera instancabile del comitato cittadino contro le trivelle è riuscito a smuovere le coscienze degli amministratori del territorio che inizialmente si erano dimostrati possibilisti o se non altro indifferenti verso questa ennesima iniziativa speculatrice. Oggi tutto il territorio di Arborea è in maggioranza contrario, nelle case e nelle aziende della zona centinaia di lenzuola col fenicottero in maschera antigas dicono "NO AL PROGETTO ELEONORA". I lenzuoli del comitato stanno volando per tutta la Sardegna ed uno è atterrato anche a Santa Sarbana. Il prossimo 13 aprile i vertici della SARAS verranno in parata per vendere il loro fumo tossico ai cittadini di Arborea, ci saremo anche noi silanesi a fianco al comitato e non certo per ascoltare e credere alle scempiaggini dei Moratti.
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Com'è noto dalle cronache questa ditta sembrerebbe fortemente interessata a realizzare un coso alimentato a mondezza nella piana di Tossilo, lo chiamo coso perché non ho ancora capito in cosa consisterebbe questo investimento lautamente finanziato con denaro pubblico. Eppure a Tossilo è già pronta la linea per il compostaggio della Tossilo SpA che dovrebbe servire a mantenere attivo quel sito lavorando la frazione biologica dei rifiuti, proprio lo stesso lavoro che avrebbe dovuto fare anche la GLM ma per trasformarlo in biogas e compost. Dopo le polemiche per il possibile doppione che inevitabilmente avrebbe fatto fallire una delle due attività, la GLM cambia versione e dichiara alla Nuova Sardegna che la linea per il compost non sarebbe così strategica per il suo business che sarebbe in vero orientato a produrre energia dalla frazione umida dei rifiuti evidentemente attraverso la digestione anaerobica, pertanto potrebbe lasciare alla Tossilo SpA la produzione del compost di qualità.
Sembrerebbe un ottima notizia ma, se è vero che nulla si crea dal nulla, è ovvio che se la frazione umida prodotta in zona viene captata dalla GLM per farne biogas difficilmente potrà alimentare anche la linea di compostaggio a meno che la Tossilo non si limiti a lavorare gli scarti della GLM. In questo sono comprensibilissime le preoccupazioni dei lavoratori. In ogni caso nulla in contrario verso le nuove fonti energetiche da fonti alternative al petrolio, salvo per il fatto che anche un biodigestore un qualche impatto ambientale lo crea e lo dimostrano i comitati spontanei che regolarmente si oppongono alla loro realizzazione, com'è recentemente avvenuto a Decimoputzu per un impianto molto più piccolo di quello previsto a Tossilo. Visto che si tratta di attività imprenditoriali alimentate da denaro pubblico e viste le aspettative che ogni nuova attività suscita in una zona pesantemente colpita dalla crisi è giusto che i cittadini abbiamo le giuste informazioni. Da fruitore della rete ho cominciato col consultare il sito della GLM Srl di Elmas per sapere cosa esattamente si dovrebbe realizzare a Macomer. La ditta si occupa di forniture ospedaliere, macchinari forestali e per l'industria compresi gli impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili, in particolare nella co-combustione del combustibile da rifiuto e nella cogenerazione del biogas. Sul sito della ditta non ho trovato nessuna notizia sul progetto di Tossilo, ma su Sardegna Ambiente c'è l'intero studio preliminare proposto dalla GLM Srl con tecnologia della ditta LADURNER AMBIENTE SPA (www.ladurnerambiente.it) : Studio preliminare per impianto integrato per l'ossidazione dei fanghi (WET-OXIDATION) e digestione anaerobica della FORSU con produzione di energia elettrica e termica. Ho la vaga impressione che, qualora questo progetto venisse realizzato, la Tossilo SpA perderebbe l'occasione di costituire quel polo di riciclaggio alternativo all'incenerimento che il Comitato Non Bruciamoci il Futuro chiede da anni, visto che l'umido verrebbe captato dalla GLM per la valorizzazione spinta e che allo stato attuale sarà ben difficile per qualunque amministrazione sostenere l'ineluttabilità di procedere con la costruzione del nuovo inceneritore con annessa discarica. La cosa strana della vicenda è che il progetto della GLM, che sulla carta sembrerebbe ottimo, risale a 3 anni fa, ma in questi 3 anni a Macomer ci si è incapponiti solo nel cosiddetto revamping dell'inceneritore, senza accorgersi che si stava presentando un temibile concorrente, sarà per questo che la commissaria liquidatrice si è dimessa? |
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I risultati delle elezioni politiche del 24 e 25 febbraio 2013, a Silanus in perfetta analogia con l'italia Beppe Grillo, prende il 20%. Il PD perde mediamente un centinaio di voti, mentre si può dire che M5S si colloca sulle stesse posizioni del IDV di cinque anni fà, dimezza i consensi il PDL.
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La strategia comunicativa della SARAS circa le ricerche del gas in Sardegna, negli ultimi tempi rassomiglia allo spettacolo pirotecnico silanese meglio noto come





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