Silanesos Conchidortos

Dopo alcuni mesi di sospensione la Telecom ripropone l'abbonamento flat dialup ad internet.
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Almeno questo a Silanus funziona :twisted:

Da evitare assolutamente quei servizi che promettono prodigiosi incrementi di velocità, sono banalissimi programmi che comprimono le immagini e lasciano aperte le porte dei vostri pc a virus, dialer e porcherie simili.

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di seguito vi "posto" una notizia interessante davvero: giudicate voi...

07 febbraio 2006
Internet Wi-Fi per gli esclusi dalla banda larga
In questi giorni è un fermento di iniziative per portare la banda larga, tramite antenne Wi-Fi, ai comuni non raggiunti da rete Adsl. Una delle novità più recenti è il lancio del progetto Include, il cinque febbraio, da parte dell'associazione antidigital divide. Si rivolge ai provider Wi-Fi e alle pubbliche amministrazioni, presentandosi come un ponte tra le due categorie di soggetti. Alcuni Province e provider italiani, però, hanno già mostrato di non avere bisogno di incoraggiamenti. Sono stati lanciati bandi provinciali, tra gennaio e febbraio, rivolti a operatori e produttori di apparati Wi-Fi, così da coprire i comuni svantaggiati. Altri provider si sono mossi invece in autonomia, cominciando a installare le proprie antenne Wi-Fi, in accordo ma senza il supporto economico delle amministrazioni locali.
Include finora ha raccolto l'adesione del provider Wave Tech e dell'Ancpi (associazione dei piccoli provider italiani). L'obiettivo è di mettere comuni e provider in contatto per portare la banda larga WiFi dove non c'è Adsl. Ha cominciato a farlo dal comune di Diano d'Alba (Cuneo). <>, dice a internet.pro Maurizio Gotta, presidente di Antigidital Divide. <>.
Per portare il WiFi c'è bisogno non solo di un provider attrezzato ma anche del beneplacito dell'amministrazione comunale, perché le antenne vanno installate, in gran parte, su suolo pubblico.
Questi servizi WiFi, alternativi all'Adsl, funzionano infatti così: l'operatore installa un backbone di antenne Wi-Fi Hyperlan (802.11a, a 5.4 GHz), in certi casi misto con fibra ottica (laddove già presente), in rete mesh. L'Hyperlan ha un raggio di qualche chilometro, con il problema però che le antenne devono essere in linea di vista. Il WiFi è il modo più conveniente per trasportare la banda larga in zone svantaggiate, dove è antieconomico scavare per mettere la fibra. Con il backbone si arriva alle porte del comune da coprire, dove poi la rete continua tramite antenne WiFi a 2,5 GHz (802.11g e 802.11b), alle quali gli utenti possono collegarsi, da casa o dall'ufficio, con un normale computer dotato di scheda WiFi. Lo svantaggio, rispetto all'Adsl, è che il segnale potrebbe essere poco stabile, perché a volte fa difficoltà a attraversari i muri dell'appertamento.
È il tipo di rete che le Province di Brescia, Bergamo e Firenze intendono portare su decine di comuni scoperti da Adsl entro il prossimo anno. Hanno già lanciato e assegnato, tra fine gennaio e inizi febbraio, i bandi di gara, dal valore di qualche milione di euro.
Ci sono poi provider che hanno già installato reti WiFi, autonomamente, e lanciato le prime offerte: è il caso di Ydea (Roma), E4A (Vicenza), Digicolor (Cremona), Netika (Cagliari). Poi sarà la volta, tra gli altri, di TZM (Brescia), Ampersand (LaSpezia), MPC (Cuneo).
Inviato da Alessandro Longo alle 14:27 in Connessioni | Permalink
:roll:
sin qui la notizia, ora il resto:
ho verificato personalmente sul sito www.netika.com ed effettivamente l'operatore ha già attivato diverse connessioni nella zona di Villacidro; in più, ho personalmente sperimentato una connessione identica nella zona di Olbia e si lavora alla grande (magari c'è qualche limite in upload (chi cheret narrer cando ispedis carchi cosa tue...) ma si va sempre - come minimo a 256 Kbps... e duncas, niente da ridire;
ora c'è da sperare che, fra le prossime iniziative infrastrutturali della prossima Amministrazione Comunale ci sia un'idea di questo tipo, posto che la installazione delle antenne comporta il permesso dei Comuni interessati; possiamo provare a suggerire? siii che dobbiamo!
saludos.

» Bacheca » sempre sull'ADSL... questa è davvero una novità importante!

Durante una gita nella zona del campo sportivo, ci si può rendere conto sempre più delle peculiarità del nostro paese.

TRASPORTI

I lavori che porteranno finalmente anche a Silanus un mezzo di locomozione alternativo agli obsoleti trenini F.d.S. procedono alacremente è già conclusa la costruzione della monorotaia su cui circolerà un efficientissimo treno, come si vede nella foto ad opera conclusa.

È peraltro già pronta l' auto di rappresentanza del consiglio di amministrazione della monorotaia, che si può ammirare nel sottostante parcheggio. Qualcuno si chiederà che c'azzecca il sottomarino presente nella foto dell'opera finita: ma è chiaro! Servirà per immergersi nel salubre laghetto che si può ammirare nella zona sottostante il campo sportivo, formato da sanissime acque nere!

ATTIVITÀ SPORTIVA

Non si può certo dire che i frequentatori degli impianti sportivi se ne stiano con le mani in mano; il risultato della fatica che gli atleti nostrani profondono quotidianamente sono ben visibili: a furia di correre e calciare, perdono quantità di grasso veramente degne di nota! Non vorremo che l'avvicinarsi del carnevale facesse venire in mente a qualcuno che il materiale può essere utilizzato per la tradizionale fae e lardu!

ATTREZZI DEL MESTIERE

Gli sbadati ci sono sempre! Nella foto si può notare come qualcuno abbia perso gli attrezzi del mestiere: fa infatti bella mostra di sè un piede di porco, utilissimo attrezzo di scasso. Arrazza 'e concale a chelu perdere!...oppure ha perso anche quello?

NUOVI GIOCHI

A prima vista potrebbe sembrare un banale scivolo: NO!

Si tratta del nuovissimo gioco "iscorria carzone" sistemato là per la gioia dei bambini, genitori, sarti e rivenditori di abbigliamento.


 

 

 

Nando Masala

» [Attualità] » Campo sportivo

Per essere balenti non è necessario essere pastori, anzi, il fenomeno è diffuso soprattutto tra gli altri lavoratori, operai, impiegati, studenti, e ragazzini ecc.
Di seguito un sunto dell'interessante ricerca del professor Bullettigni dell'Università di Sassari.

Quote:

Etologia

Balente nella comune accezione è un uomo particolarmente saggio e capace (valente) nel suo lavoro e pertanto rispettato dalla comunità, per estensione è colui che reagisce agli abusi facendosi rispettare.
Oggi del balente è rimasto solo l'atteggiamento; negli ultimi anni, è esplosa la moda dell'uomo balente. Il fenomeno tipico dei pastori della Barbagia ha contagiato anche altri distretti della Sardegna arrivando fino nella Nurra, in Campidano e anche in Lazio e Toscana.
Un balente si riconosce soprattutto dal portamento. La camminata tipica prevede petto e sedere in fuori con pronunciata lordosi della schiena. Le braccia devono stare distese dietro il busto, oppure con le mani infilate per metà nelle tasche dei pantaloni.
Il vero balente non ha mai freddo e mai caldo; pertanto le maniche devono lasciare in evidenza gli avambracci anche in pieno inverno, le camicie devono essere di una misura più piccola e così anche i pantaloni che devono mostrare i glutei tesi e ben distinti.
D'estate il balente deve poter indossare un maglione nero a collo alto senza accusare il minimo fastidio.
La scarpa tipica è lo scarponcino artigianale in pelle oppure lo stivaletto.
Assolutamente out l'uso di guanti, ombrello e giubbotti col cappuccio; unico copricapo ammesso il berretto di due misure più piccolo.
D'estate niente zoccoli e pantaloncini corti e comunque mai mostrare i piedi nudi e le gambe.
Per essere balente non è necessario essere pastore, anzi oggi si atteggiano a balenti non solo quelli che non distinguono le varie erbe ma nemmeno una pecora dal cane.
La camminata del balente è sempre frenetica, come che stia per cadere da un momento all'altro o come a simulare una corsetta sui sassi appuntiti del Supramonte. Sembra che per imparare a camminare così servano solo delle scarpe di un numero più piccolo.
Al balente non serve l'orologio, lui sa sempre che ora è osservando il sole o l'orologio della macchina e del telefonino; la mattina si sveglia spontaneamente o con le poderose urla della mamma.
In pubblico il nostro mangia solo formaggio, salsiccia e pecora bollita, in privato non disdegna le fiesta snack e corroboranti tazzoni di caffellatte con nesquik e a pranzo sofficini.
Da recenti indagini di mercato pare che a casa dei balentes non manchi mai la Nutella e la maionese.
Il vero balente dovrebbe bere solo vino nero con marcato spunto di aceto o quello dolciastro di Mamoiada, ultimamente è ammessa la birra perché pare che accentui l'ingrossamento dei visceri e il conseguente incurvamento da possidente della spina dorsale.
In casa si bevono solo bevande zuccherine più o meno gasate: dalla coca-cola al succo di pera.

Habitat

Il vero balente è inserito nel network dei balenghi della barbagia e deve conoscere vita morte e miracoli degli opinion-leaders del settore, residenti nel triangolo Orgosolo-Mamoiada-Orune.
Le convention si tengono in occasione delle principali feste paesane, specialmente se prevedono esibizioni equine.
Il cavallo è la vera passione dei balentes, questi spesso ignorano che l'animale è erbivoro ed astemio e si ostinano ad offrirgli birra e carne di pecora. Non sempre si instaura tra cavallo e fantino un buon feeling, tanto che spesso nonostante le scudisciate e le urla disumane il cavallo va esattamente dove vuole lui infischiandosene degli ordini del cavaliere.
Molti cavalieri non sono in grado di saltare in groppa al cavallo, pare che spesso l'operazione avvenga al riparo da occhi indiscreti con l'ausilio dei compagni di cavalcata; molti drammatici infortuni sono avvenuti proprio al momento della salita e discesa da cavallo.
La colonna sonora del balente sono i canti a tenore e i balli sardi, dopo anni e anni di ascolto ininterrotto i più svegli imparano a memoria centinaia di strofe, spesso mescolandole tra di loro sviluppano una insospettabile quanto sconclusionata vena poetica.
Finito il lavoro nell'ovile in ufficio o nel cantiere, inizia la vita mondana del balente.
Il balente doc frequenta i bar e presenzia a tutte le feste e matrimoni nel raggio di sessanta chilometri dove anima le interminabili partite alla morra. Quando deve offrire da bere è piuttosto generoso, tanto che alla fine della serata la birra acquistata e non consumata è di gran lunga superiore a quella realmente bevuta.

Riproduzione

Il vero balente vive per riprodursi. Come tutti i maschi delle mammifere, deve conquistare le femmine con le sue imprese. Oltre che lo sprezzo del pericolo e delle intemperie il valore viene dimostrato mangiando le cose più sgradevoli per esempio il fegato e il cuore caldo del maiale appena macellato, oppure il sangue che sgorga dalla gola, i reni dell'agnello e il formaggio marcio e dimostrando di gradirli come un ghiottone ama le paste alla crema, salvo defilarsi e vomitare tutto dietro l'angolo.
Anche l'olfatto vuole la sua parte, pertanto il vero uomo valente deve esaltare il suo profumo evitando detergenti troppo energici che possano diminuire la sua carica di feromoni, ogni donna deve essere in grado di riconoscere il suo partner ad almeno un quarto di miglio (circa 400 metri).
Un vero maschio balente non usa mai occhiali da sole, ma nemmeno quelli da vista anche se non vede ad un palmo dal naso. Per lui è meglio sbattere il muso contro pali e alberi piuttosto che farsi vedere con gli occhiali.
Terminato il periodo dell'accoppiamento non è più ammessa alcuna smanceria in pubblico, così come non è bello accompagnare la moglie a fare la spesa o i figli a scuola; se proprio indispensabile l'uomo deve aspettare in macchina con il berretto calato sugli occhi.
Una volta accasato il balente non fa mai quei lavori degradanti per un' uomo vero es. lavare i piatti, caricare la lavatrice e rifare il letto; quando viene obbligato dalla moglie (o dalla mamma) a buttare i rifiuti nel cassonetto, lo fa nottetempo oppure abbandona il sacchetto in campagna.
Pare che una TV giapponese abbia in preparazione un reality show imperniato sulla vita del balente.

» Parnaso » Fenomenologia del balente

No mi lu poto ismentigare mai;
b'at bias chi lu ‘iso che a cando
fìt biu; ancora, tando
sezzidu ancas a fora,
in sa perra 'e sa janna,
cun sas manos in conca e airadu,
mirende su nebode pili brundu
ei sos ogros in colore 'e chelu,
lu jammaiad sena faeddare
cun su zinnu 'e sa manu.

E issu, su piseddu,
c'andaiat cuntentu
e li carignaiat s’arba cana:
tando, a tiu Gavinu,
si colorian sos cavanos grogos,
tra benas biaittas,
sas lagrimas falian lentas lentas
e unu nodu in bula
li trobeiat sa limba;
ma tantu, non podiat allegare!
Su nepodeddu sou,
usaiat un'ateru limbazu
e niunu, niunu, ma niunu,
si b'est postu 'e impignu a l'imparare
mai, nemmancu cuddos
chi continu ticchirrian che maccos.

Issu, tiu Gavinu,
ca bi teniat meda,
li cheriat contare
cando fit in su Carsu e Sabotinu,
chi poi 'e chimbant'annos,
l’aian dadu una medaglia ‘e oro
cun d'una rughe ‘e brunzu.
Gai si ch'est andadu
cun d'unu pesu in coro.

Issu, su nebodeddu,
cando torrat in ferias donz’annu,
s'appartat solu, in s'apposentu nudu,
‘nde leat su retrattu,
e lu faeddat in limbazu sou.

Antonio Manca (Silanus)

 

» [Storie] » Zaju Gavinu

Cando Bantòni de tia Mintòi
fid a fiancu 'e Remundu Cappai
tra issos no nd'an tentu accordu mai;
Si Remundu nariat "faghe goi !"

Bantoni rispondiàt " no est gai !"
e su 'e fagher prima faghìat poi;
Remundu murmuttiat "ohi ohi !"
E Bantoni a murrunzu "ohi ahi .."

su paesanu tou caru Mariu,
est piliesse che pedra calcaria
in Bantoni non b'hat perunu isettu;

nemmancu a gru nè cun fune contraria
unu passu non poned a derettu
custu est che i sa rughe 'e su Calvariu!

Mario Tedde

» [Storie] » Su lamentu de Remundu contra a Bantòni

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