Silanesos Conchidortos


«La paura del nucleare è spesso irrazionale, ma se la Sardegna punta al turismo non può permettersi di stoccare le scorie e neppure di avere troppe pale eoliche che rovinano il paesaggio e non portano benefici economici ai sardi». Parla Robert Stone, il regista britannico-americano candidato nel 1988 all'Oscar per il documentario “Radio Bikini” che illustrava gli effetti degli esperimenti nucleari nelle isole dell'omonimo atollo.


Così esordisce l'articolo apparso sull'Unione Sarda il giorno di Ferragosto a firma di Giampiero Marras.

La sede è stata il Festival “Life After Oil”, il festival sui documentari a tema ambientale organizzato a Martis da Massimiliano Mazzotta, l'autore di “Oil” il film-denuncia sulle attività della raffineria della Saras a Sarroch.

Fin qui niente di particolarmente interessante se non fosse che Robert Stone è stato per anni un icona della ambientalismo anti-nuclearista, oggi non solo ha cambiato idea ma viene anche premiato poiché a quanto pare sta sfatando il mito del nucleare “cattivo”, più o meno le stesse idee della compianta Margherita Hack, solo che lei venne pesantemente e volgarmente attaccata per le sue idee.

Dice Stone: «oggi che le “green solutions” proposte in sostituzione dei combustibili fossili sono inadeguate. È una fantasia assoluta pensare che soltanto con le pale eoliche e i pannelli solari si potrà risolvere il problema del cambiamento climatico e sostenere la richiesta crescente di energia di un pianeta che avrà a breve 10 miliardi di persone», e ancora: «Non esiste una soluzione perfetta per fermare l'uso dei combustibili fossili. E bisogna tenere conto anche dei luoghi. In alcuni posti come la Sardegna c'è molto sole e poche industrie pesanti, così l'energia solare può svolgere un ruolo importante».

La sua mi sembra una posizione laica e lucidamente coerente coi nostri tempi, non dice che il nucleare è la soluzione ideale per tutti, ma è l'unica praticabile – oggi – per quei luoghi dove c'è una fortissima domanda di energia, per esempio nei paesi più industrializzati come l'Italia, ma al tempo stesso esclude che sia la soluzione più adatta per la Sardegna poiché, evidentemente, non ha lo stesso fabbisogno energetico dell'Italia ed è relativamente semplice trovare alternative praticabili all'impiego dei combustibili fossili.

Perché Robert Stone – ambientalista convinto – ha cambiato idea sul nucleare è raccontato nel suo documentario, ma in sintesi è dettato dal fatto che non ci sono emissioni in atmosfera e che si impiega una ridottissima quantità di “combustibile”, un piccolo cubetto di uranio grande quando un dado da brodo fornirebbe tutta l'energia necessaria per l'intera esistenza di una persona, quando invece oggi servono diversi autotreni di petrolio per ottenere lo stesso risultato.

Ovviamente parte anche dall'assunto – finora inconfutabile – che il fabbisogno energetico sia destinato a crescere nei prossimi anni, evidentemente non crede tanto nella decrescita più o meno volontaria e felice dei nostri consumi.

Stone ha idee piuttosto chiare anche circa le rinnovabili e mentre valuta positivamente l'energia ricavata dal sole è piuttosto critico verso i parchi eolici: «Bisogna chiedersi: quali sono i reali benefici? L'avvento delle turbine eoliche non ha permesso di chiudere gli stabilimenti industriali né di far risparmiare soldi alla Sardegna sulla spesa energetica. Sono solo progetti studiati appositamente dagli attivisti verdi e dalle società energetiche che vogliono fare i soldi coi sussidi governativi per l'energia rinnovabile».

Insomma per essere un ambientalista ed ecologista ha posizioni a dir poco sconvolgenti se guardate con occhi non liberi dai consueti schemi e preconcetti.

Sicuramente è una persona che ha maturato una grande consapevolezza circa il nostro modello di vita estremamente affamato di energia ed al fatto che anche coloro finora esclusi aspirano ad imitarlo.

Quanti di noi si sono chiesti quanta “corrente” consumano e come viene prodotta? Per esempio gli italiani – d'Italia – quelli che hanno la rete ferroviaria quasi interamente elettrificata, sanno quanta energia elettrica serve per far muovere ogni giorno migliaia di vagoni su e giù per lo stivale? Il fatto che le loro locomotive non vadano a gasolio come quelle della Sardegna non significa che non stiano bruciando petrolio o carbone dentro una grande centrale che emette di tutto. Per non parlare dei treni ad alta velocità, sempre più diffusi, che consumano 10 volte più corrente di un convoglio normale.

Ovviamente l'Italia – continentale – è anche un grande paese industrializzato che avrà sempre più bisogno di energia elettrica, possibilmente a basso costo, per il momento si sta approvvigionando di energia anche da centrali nucleari estere, ma per quanto tempo ancora ne potrà fare a meno?

Noi però questa volta possiamo ben dire: Non Nel Nostro Giardino! Non possiamo diventare il deposito della spazzatura nucleare italiana, ma nemmeno la piattaforma per creare tanti bei certificati verdi,  ossia licenze ad inquinare,  ad uso e consumo dei nuovi padroni del vapore.

» [Attualità] » Chi ha paura dell'energia nucleare?

Da qualche tempo è entrata nel dibattito pubblico sardo, a proposito o a sproposito, la parola Land Grabbing ossia la sistematica sottrazione di grandi porzioni di territorio in favore del grande capitale per metterla a frutto o sfruttamento.

È ormai un fatto più che assodato che la Sardegna sia stata da sempre oggetto di sfruttamento indiscriminato del suolo e del sottosuolo, poco o nulla e rimasto ai sardi una volta terminata l'attività “estrattiva” dei suoi beni.

Se anticamente la rapina avveniva per “manu militari” oggi si usano le armi, non meno efficaci, della persuasione monetaria o pubblicitaria e quando non funziona il denaro tal quale si ricorre alle leggi dello Stato e delle Regioni.

La campagna pubblicitaria della SARAS ne è un esempio, questa ditta, storicamente impegnata nella raffinazione del petrolio, è anche proprietaria di uno dei più grandi parchi eolici della Sardegna e da qualche tempo si è messa anche in testa di perforare il nostro sottosuolo alla ricerca del gas naturale. Ebbene, nel suo lucido progetto di acquisizione del nostro territorio, non disdegna di ricorrere agli strumenti più subdoli della persuasione occulta, sponsorizza ricorrenze religiose come grandi eventi sociali e sportivi pur di accreditarsi presso l'opinione pubblica, le leggi dello stato completano l'opera garantendole una sostanziale posizione dominante sul nostro territorio, ricorrendo spesso al ricatto occupazionale.

In totale ci ritroviamo oggi con quasi mezzo milione di ettari, circa un quinto del nostro territorio, irrimediabilmente compromesso dalle attività industriali e militari, cui si dovrebbe sommare qualche altro migliaio di ettari ceduto alla speculazione energetica – sole e vento - degli ultimi anni, oltre la prossima ondata ventura.

Non bastassero gli italiani, i tedeschi, gli spagnoli, i cinesi ed i francesi, adesso arrivano anche gli inglesi della Quanquacosa Limited, che come gli altri non ammetteranno mai di essere qui per il profitto e solo per questo, ma forti delle solite quanto banalissime fotografie - non certo esaltanti – sullo stato della nostra economica promettono di dare una decisa sterzata alle nostre produzioni agricole.

Gli investimenti miliardari porterebbero in secondo piano la produzione di energia elettrica sovvenzionata rispetto al netto miglioramento delle produzioni agricole oggi ai minimi termini o quasi.

Non so se siamo in presenza di fenomeni della scienza agraria o di fenomeni e basta.

Ammettendo pure che tutto ciò sia possibile, chi ci garantisce che lo si realizzi davvero? Nessuno!
Queste sono società che a fronte di investimenti e profitti ingentissimi, non espongono un euro del loro capitale alla responsabilità civile verso chi le ospita se non il minimo indispensabile previsto dalla legge. In caso di fallimento – più o meno fraudolento – la perdita è limitata appunto allo scarsissimo capitale sociale.

Questo apparentemente è un semplice e forse semplicistico ragionamento suggerito dalle esperienze passate e come tale potenzialmente fallace poiché basato su impressioni, ma a cosa ci servirebbero le esperienze passate se non per evitare di ripetere gli stessi errori?

Non volendo fare processi alle intenzioni, c'è un altro l'aspetto, molto più grave e poco evidenziato su queste vicende, che ovviamente non riguardano solo il solare termodinamico ma anche, per esempio, le recenti autorizzazioni concesse dalla regione circa lo sfruttamento dell'energia geotermica, ossia la presunta “Pubblica Utilità”.

Solo quando lo Stato è definitivamente corrotto in ogni suo ganglio può passare il principio che si possano alienare i beni collettivi e/o espropriare quelli privati per consentire a compagnie anonime di sfruttarli senza alcun tangibile beneficio per la collettività. Sappiamo benissimo che dalla cosiddetta “energia pulita” spesso ottenuta da impianti tutt'altro che “verdi” i cittadini non hanno alcun beneficio, anzi pagano un sovrapprezzo in bolletta che serve a sovvenzionare questi impianti e senza il quale nessuno avrebbe interesse a realizzarli. Da quel che si legge pare che solo in Italia vengano concessi per legge privilegi economici di questa entità tassando indiscriminatamente i consumi elettrici dell'utenza.

Appare pertanto inaccettabile che un privato possa mettersi in testa di portar via con le buone o con le cattive, le terre di un altro privato o - peggio ancora - della collettività semplicemente perché crede o vuol farci credere di svolgere un servizio di pubblica utilità che può espletare solo in quel sito.

Lo stato centrale insieme alle sue emanazioni regionali ha da tempo rinunciato ad ogni azione regolatoria degli appetiti della grande speculazione che oggi è più che altro finanziaria, si accontenta di incassare le tasse di cui è sempre più ingordo garantendo ai soliti furbi i profitti per legge col sistema blindato delle tariffe.

In un meccanismo ciclico perfettamente chiuso il sistema si perpetua immutabile poiché i beneficiati diventano anche gli artefici del consenso elettorale e politico dove le popolazioni non sono altro che una massa amorfa e plasmabile alla bisogna.

A.M.

 

» [Attualità] » Pubblica utilità o mera speculazione finanziaria?

Elena Cocco di Silanus, prima nuotatrice alla traversata San Giovanni-Torregrande.
Praticamente ... unu pische, complimentoni!!

» [web-tv] » Elena Cocco la nostra fortissima nuotatrice

La spettacolari evoluzioni del cozdrone di Raffaele Foddis sul sito di Santa Sarbana.

Tratto dal canale youtube di Raffaele Foddis

» [web-tv] » Santa Sarbana vista dal cielo

Riproponiamo il servizio di Superquark dedicato alle statue di Monti Prama.

Ancora una volta non perdiamo l'occasione per autocolonizzarci all'orientalismo, eppure avevamo davanti uno dei più autorevoli giornalisti della TV italiana. Ebbene, vada pure che Piero Angela ascriva le scoperte di Cabras al grande patrimonio archeologico italiano, che sarebbe un po' come ammettere che il contenuto del museo egizio di Torino è "italiano". Non volendo scadere nel nazionalismo, lasciamo perdere, ma i sardi che ruolo avevano?

Quello che dice l'archeologo Zucca è esemplare di una certa mentalità. Liquidata l'esperienza nuragica, nè più nè meno come un incidente storico - durato ± 1000 anni (però !) - ci spiega che le statue sarebbero il risultato di un influsso proveniente dall'oriente e precisamente dai fenici, e va bene, ma da profano/i la domanda sorge spontanea: perché in Sardegna?

Se é vero che i fenici hanno attraversato in lungo ed in largo il Mediterraneo, sfondando anche le colonne d'Ercole, incluse quelle di Gibilterra, perché mai avrebbero lasciato la loro perizia da costruttori di statue di questo genere solo in Sardegna e non anche nellla miriade di altre colonie che frequentarono? Questi fenici erano sardi o di un altra nazionalità e se si di quale? Sempre che abbia senso parlare di "nazionalità" in questo contesto.

Evidentemente troppo audace e poco serio ammettere che in mancanza di altre evidenze scientifiche queste statue sono - in discendenza dal periodo nuragico - un prodotto originale dei sardi che abitavano la Sardegna.

» [web-tv] » Superquark a Monti Prama - un'occasione sprecata

Estrazione biglietti - Sottoscrizione premi - Comitato San Lorenzo 2015
Premio Offerto da N° biglietto
1 5000 Comitato San Lorenzo 2015 8937
2 Vitella Ditta Milia - Bortigali 3744
3 Gioiello Oro e Diamanti - Oristano 1374
4 Corso teorico Patente Cat. B Autoscuola Redentore di G. Motzo - Ottana 684
5 Buono acquisto 300 € Arca Gomme 6193
6 TV color 32" a LED Eredi Loi Giovanni - Silanus 8991
7 4 gomme 155/80 R13 - Marca Pigar Euromaster - C.S.P. Pneumatici di Cossu - Birori 2750
8 1 Buono acquisto 150 € Verde Mela - Macomer 5788
9 1 Gioiello Morellato - Valore 150 € Gioielleria Ticca - Macomer 7310
10 1 Buono acquito 150 € Autoricambi Ferramenta - Morittu Giovanni - Silanus 4592
11 1 Gioiello Breil - Valore 130 € Gioielleria Ruiu - Macomer 2510
12 1 Buono acquisto 100 € Pizzeria Santa Sabina - Silanus 8716
13 Mezza forma formaggio (12 Kg) Consorzio Pecorino Romano - Macomer 3943
14 1 Polo uomo Lacoste Lilliu Sport - Macomer 9753
15 1 Paio occhiali Donna Renato Balestra Ottica Mura - Macomer 2455
16 Mezza Forma formaggio (12 Kg) Consorzio Pecorino Romano - Macomer 9561
17 1 Iscrizione annuale (01/09/2015-31/08/2016) + 1 Mese scuola Sporter Sassari Nuoto - Sassari 6873
18 1 Borsellino Donna Antonio Raimondi - Macomer 1495
19 1 Paio pantaloni maschili Sartoria Maria Carla Serra - Silanus 1118
20 1 taglia bordi Paolo Ruggiu - Macomer 9848
21 1 Borsa Donna Impronte - Nuoro 6418
22 1 Borsa Donna Tabaccheria Mariella Garatti - Silanus 4041
23 1 Buono spesa 60 € Centro Spesa Sidis di Pes Antonio Angelo - Silanus 4509
24 1 Buono spesa 60 € Centro Spesa Sidis di Pes Antonio Angelo - Silanus 7704
25 1 Aspirapolvere Logozzo - Macomer 8253
26 1 Buono acquisto 50 € Farmacia Scalarba - Macomer 8071
27 1 Pranzo per due persone - Valore 50 € Peccati di gola - Bortigali 9507
28 1 Pranzo per due persone - Valore 50 € Peccati di gola - Bortigali 8549
29 1 Buono acquisto 50 € Pescheria Pianeta mare - Silanus 240
30 1 Set macedonia Marilena Virdis - Silanus 5944
31 1 Boxer da bagno Sportillo - Macomer 10000
32 1 Buono per ricostruzione unghie Giardini d'Oriente di Paola Falchi - Bortigali 2019
33 1 Buono per trattamento viso Giardini d'Oriente di Paola Falchi - Bortigali 6430
34 1 Buono acquisto 30 € Banda dei bottoni - Macomer 1615
35 1 Cappello Donna Roby&Mary - Macomer 2958
36 1 Buono peeling espoliante gambe Giardini d'Oriente di Paola Falchi - Bortigali 6671
37 1 Portafoglio Uomo Tabaccheria Mariella Garatti - Silanus 8044
38 1 Cappello Uomo Roby&Mary - Macomer 8659
39 1 Buono acquisto 20 € Marigliano-Curreli - Macomer 2972
40 1 Buono omaggio per colore-taglio-ritual-relax Tiziana - Idee per la testa - Macomer 4803
41 1 Buono n° 3 Pizza - Valore 20 € Tutti pazzi per la pizza - Nuoro 2832
42 1 Buono omaggio per ritual-relax con taglio & piega Tiziana - Idee per la testa - Macomer 4193
43 1 Porta foto Punto foto - Macomer 6576
44 1 Buono acquisto 20 € Manu & Carla - Galleria Omodeo - Ghilarza 7781
45 1 Buono omaggio per ritual-relax con taglio & piega Tiziana - Idee per la testa - Macomer 7011
46 1 Maglia bambina Favole - Macomer 8491
47 1 Maglia bambina Favole - Macomer 2867
48 1 Cover Smartphone Benetton - Macomer 8072
49 1 Body intimo (15 €) Luna intimo - Macomer 3341
50 1 Maglia intima da donna Serra Luciana - Macomer 6404
       
Per il ritiro dei premi contattare i numeri 349/2874614 - 349/2874620 Gli stessi vanno ritirati entro e non oltre il 15 settembre 2015
» [Comunicati] » Lotteria San Lorenzo 2015: Elenco Premi

Pagine