La terra dei cavatappi

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Da qualche tempo svettano sui dieci comuni del Marghine, più il territorio annesso di Ottana, alcuni inquietanti manufatti di pietra alti tre metri e mezzo, dalla vaga forma di uno stappabottiglie o secondo altri di pische-a-un-ogru.

Perché? Un vecchio politicante ormai trapassato diceva: “quando non sai come spendere i soldi pubblici, costruisci un monumento”, ed è più o meno quello che è successo nella nostra zona, dove per migliorare l'attrattività dei nostri paesotti ci si è inventati un concorso per la realizzazione di undici "opere d'arte" da collocare all'ingresso dei centri abitati.

Magari un giorno qualche tour operator proporrà un pellegrinaggio per ammirare i nostri cavatappi basaltici, salvo scoprire che sono praticamente tutti uguali se non per un piccolo fregio collocato in cima e per una tabella riportante lo stemma comunale. Alcuni ben informati giurano che dentro la pietra sia celato anche un misterioso congegno elettronico dotato di funzioni segretissime.

Tutti uguali, perché? La risposta è semplice, farli diversi sarebbero costati ben più dei 22400 euro al pezzo che sono costati questi, in tutto quasi 250mila euro. In questi tempi di spending review bisogna accontentarsi e non fare il passo più lungo della gamba.

Chi è l'autore? Trattasi di un certo Pitteri Pietro, architetto trentino, che in tre-quattr'otto ha sbaragliato tutti gli scultori indigeni in concorso svendendoci queste magnifiche stele cimiteriali in formato fotocopia a prezzi da saldo.

Ma cosa sono 250mila euro per simili capolavori dell'estro umano? Io proporrei uno scambio, magari smontare nuraghe Corbos e ricostruirlo nel giardino del valente scultore, ad imperitura memoria e ringraziamento delle popolazioni del Marghine+Ottana.


BIRORI

 

BOLOTANA

 

BORORE

 

BORTIGALI

 

DUALCHI

 

LEI

 

MACOMER

 

NORAGUGUME

 

OTTANA

 

SILANUS

 

SINDIA