In Crabielle non ci sono cose belle - tre anni dopo -

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Dopo il nostro reportage fotografico del 2013, le risoluzioni del Consiglio Comunale, la nascita del comitato Abba·Giusta, le ultime novità dello scontro con Abbanoa S.p.A., nei resoconti della stampa on-line.


Inquinamento, tariffe e bollette non dovute: AbbaGiusta vicina alla class-action

di Luca Contini
21 gennaio 2016
Depuratore Silanus 2

Un vero e proprio dossier composto in gran parte da documenti ufficiali che portano la firma di Abbanoa, Arpas, Asl, e Provincia di Nuoro.

Lo ha messo insieme il Comitato cittadino Abba-Giusta in circa 2 anni di lavoro di attenta ricostruzione dello stato di salute del sistema idrico e del depuratore del paese di Silanus e il quadro che emerge da quei documenti è tutt’altro che lusinghiero: «Un depuratore di fatto non funzionante dal 2007 che inquina il territorio – sostengono per il Comitato Angelo Morittu e Tore Tedde – costo dell’acqua che è il doppio di quello di Milano e comunque molto più alto di quello dei comuni sardi che sono fuori dalla gestione di Abbanoa e l’acqua che esce periodicamente non potabile dai rubinetti del paese, ma che vorrebbero farci pagare come se fosse bevibile».

Nuovi documenti per raccontare una vicenda ormai datata

Denunce e rilievi già più volte sollevati all’attenzione di opinione pubblica e istituzioni, ma che oggi assumono un peso specifico maggiore davanti a quella documentazione che porta proprio la firma di Abbanoa con cui, il Comitato silanese, da tempo ha aperto una vertenza per trovare una soluzione che tuteli gli utenti del paese nell’utilizzo dell’acqua della rete idrica e dal pagamento di somme non dovute. Alla presentazione di quei dati, ieri sera (20 gennaio) nell’auditorium Peppino Fiori di Silanus, insieme ai due esponenti del Comitato cittadino, era presente anche il sindaco del paese Luigi Morittu che proprio recentemente ha emanato un’ordinanza che ha fatto discutere e con la quale vietava proprio ad Abbanoa di procedere allo slaccio delle utenze morose. «Condivido lo spirito e le motivazioni della battaglia che il Comitato sta portando avanti – ha sottolineato il sindaco durante la presentazione del dossier– e proprio per questo sono sempre stato presente agli incontri con la Regione e con i responsabili di Abbaona Spa per cercare una soluzione ai numerosi problemi sollevati che sono reali».

Un depuratore inattivo e l’inquinamento del territorio

Fra le denunce che maggiormente colpiscono, emerse durante l’incontro di ieri sera, quella riguardante la situazione del depuratore del paese. Carte e fotografie [vedi in basso] alla mano apparirebbe come un vero e proprio mostro ecologico. «Sempre basandoci su documenti ufficiali di Abbanoa e Arpas – sostiene Angelo Morittu – dal 2007 il depuratore sarebbe fuori dai limiti previsti dalla legge. Per alcuni parametri – aggiunge – e più precisamente quello dei Solidi sospesi totali, quello dell’Escherichia Coli, quello del COD e del BOD, i valori registrasti sarebbero in larghissima misura, dal 2006 fino al 2015, fuori dai limiti previsti dalla legge. Di fatto il depuratore non è funzionante dal 2006 e non si capisce perchè gli utenti di Silanus debbano pagare gli oneri per un servizio che non viene reso. Per ben tre volte, inoltre, la Provincia avrebbe accertato quelle violazioni per poi archiviarle».

Quanto costa l’acqua?

Per cercare di scorporare dai costi delle bollette dell’acqua gli oneri di depurazione e la quota parte di acqua non potabile erogata in paese, i responsabili del Comitato, hanno anche messo a punto un sistema di calcolo da cui emergerebbero ulteriori particolarità. «Il sistema con cui Abbanoa determina il costo dell’acqua – sostengono all’unisono Tedde e Morittu – è perverso. Di fatto i sardi pagano l’acqua il doppio di quanto non si paghi a Milano. Esiste poi il paradosso dei Comuni sardi che non sono sotto la gestione di Abbanoa, ma che da Abbanoa la acquistano, che riescono a far pagare molto meno il servizio ai propri utenti-cittadini. Un caso su tutti è rappresentato dall’esempio del Comune di Modolo».

Vicina una class-action per risolvere alla radice i problemi

Una serie di denunce già più volte segnalate, ma ora ulteriormente documentate che a breve finiranno in tribunale perchè sia un giudice a valutare la correttezza dei comportamenti del Gestore unico del sistema idrico sardo. «Già l’Antitrust – hanno ricordato i componenti del Comitatoè recentemente intervenuta contro Abbanoa con una sanzione di poco superiore al milione di euro per pratiche commerciali scorrette. Sappiamo che Abbanoa ha fatto ricorso al Tar Lazio contro quella sanzione e sarà interessante conoscere il responso del Tribunale amministrativo. Siamo comunque in fase avanzata nel predisporre un’azione legale. Nel silenzio della politica – concludono – è l’unica strada che ci rimane per tutelare tutti gli utenti di Silanus e garantire la corretta gestione del servizio per il futuro».

*Tratto da Bentos


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