Silanus, un borgo allo specchio

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Per la nostra rubrica "Storie" un anima buona ci segnala una magistrale descrizione di Silanus tratta dal sito www.silanuscomunitaospitale.it, meglio mettere le mani avanti e chiedere pietà agli eventuali turisti in cerca di emozioni autentiche, che magari potrebbero farci causa per pubblicità ingannevole. Gia stiamo pagando salato l'architetto Motzo, l'acqua di Abbanoa e la monnezza che portiamo a Tossilo, evitiamo di pagare i risarcimenti anche ai turisti.

Ma cosa racconta di noi questo sito? Già dal titolo si capisce che questo articolo è roba potente.


Silanus, un paese da vivere

Una collina. Intorno, pare che la terra non abbia un limite, si distende all’infinito sino al punto in cui si ricongiunge con l’orizzonte.

{Però, più o meno nel posto dove uno si aspetterebbe di trovarci il Mulino Bianco, ci trova sa Contonera 'e Padru, ... ma non è la stessa cosa}

È mattina a Silanus, e la giornata inizia come sempre col sorriso. Il paese si sveglia, il fornaio apre il negozio, il contadino esce nei campi, gli artigiani aprono le botteghe, pronti a creare nuovi oggetti, nuove opere d’arte.

{Ohiboh, vada per le pagnotte calde-calde, ma la mattina molti si svegliano col muso come scrofa e adesso bisogna anche mettersi alla ricerca di questo contadino misterioso di cui ormai si son perse le tracce, come Majorana. Sulle opere d'arte poi, parliamone, che siamo curiosi.}

Le donne tessono, cucinano, organizzano l’ambiente domestico delle bellissime case in granito, che caratterizzano il centro storico del borgo, come attrici fondamentali della comunità locale.

{Centro storico e bellissime case in granito, donne con una mano al telaio e con l'altra girano la bagna cauda, nel borgo di Silanus, roba da farci prendere in giro per i secoli dei secoli. A proposito cos'è un borgo?}

Dall’alto della collina dove è situato, protetto dai venti di maestrale e tramontana, Silanus domina la vallata, circondato da un territorio coperto da boschi e ricco di selvaggina, dove l’uomo, con il suo sapere secolare, ha creato un tempio dell’agricoltura, coltivando da sempre cereali, orzo, fave, legumi, viti e alberi da frutta.

{Nelll'alto della vallata c'era una volta la ggavva, Silanos sta in basso, e che dire se uno per caso volesse mettersi alla ricerca del Tempio dell'Agricoltura, cerca che ti cerco, per vedere le distese di frumento, orzo, fave, non basterebbe un binocolo, ma nemmeno un telescopio, ci vorrebbe un potente radiotelescopio.}

Le sue origini antiche e misteriose, stendono un velo di fascino sopra questo piccolo borgo sardo, conosciuto in tutto il mondo per l’impressionante longevità dei suoi abitanti, molti dei quali ultracentenari. Forse il fatto che ancora oggi a Silanus si “viva bene” ha contribuito a questo primato, forse i suoi ritmi di vita lenti, basati sui valori della semplicità e della genuinità, hanno premiato gli abitanti, con una vita lunga e sana.

 {E smettiamola di celebrare la longevità dei silanesi che porta sfiga. Quando ne avevamo 6/7 viventi e si sollevò il caso mediatico, morirono tutti a stretto giro di posta. Adesso ne abbiamo uno virgola cinque su 2300 under 100 ed ogni volta che si parla di longevità, cioè di loro, so che toccano ferro per non dire altro.}

Silanus è un paese da visitare, ma soprattutto da vivere. Per questo si pone come comunità ospitale, basandosi su una cultura dell’accoglienza non forzata, ma autentica. Un viaggio in una cultura antica, in una terra ricca di arte, storia e tradizioni, dove gli ospiti, divenuti “cittadini temporanei”, potranno godere più che un’esperienza turistica, quanto una vera e propria esperienza di vita.

{Evvabbene con l'accoglienza, poiché un tazza di birra non si nega a nessuno, ma non esageriamo - ca non mi ch'apo a bessire dae domo pro sos turistos.}

Comunque, chiunque abbia scritto il pezzo merita uno speciale premio Nobel per la poesia, dopotutto, Silanus, è o non è celebrato nel mondo sopratutto per la specialissima vena poetica dei suoi abitanti?