Viva il folk così com'è!

Pubblica in: 


Puntuali come le littorine di un tempo arrivano ad ogni sfilata di gruppi folk le critiche sugli stravolgimenti della tradizione. Succede in modo eclatante almeno tre volte all'anno, per Sant'Efisio, per la Cavalcata Sarda e per la Sagra del Redentore. È sicuro che in tutte queste manifestazioni vengano diramate precise disposizioni atte ad evitare l'esibizione di look non aderenti alla tradizione e altrettanto puntualmente queste raccomandazioni vengono bellamente ignorante da numerosi figuranti.

Quant'è vero che qui siamo conchidortos non sarebbe per noi coerente schierarci con i difensori dell'ortodossia, quei criticoni professionisti che, come le vecchiette di Faber, sanno dare buoni consigli, non potendo più dare il cattivo esempio.

O quelli che la buttano sempre in politica o se preferite in cultura con la “C” maiuscola, secondo me sbagliando totalmente contesto.

Queste sfilate sono belle poiché sono colorate, allegre e festose, a volte sfarzose ai limiti del pacchiano, ma nelle sfilate anche il pacchiano è bello, insomma una sorta di Sardinian Pride o se preferite l'esibizione della Barrosìa Sarda attraverso i costumi e la coregrafia e chi vi partecipa lo fa principalmente perché si diverte e fa divertire il pubblico, questo e solo questo è il folk, perché riempirlo di significati che non ha e probabilmente non interessano a nessuno.

Con tutta la benevolenza possibile non credo alla corrispondenza perfetta della tradizione nei costumi sardi, trovo che siano in larga misura quanto meno reinterpretati ed in qualche caso completamente inventati, non ha dunque senso istituire commissioni e contro-commissioni che stabiliscano criteri certi e sicuri per dare patenti di origine a dei costumi, poiché sarebbero comunque arbitrari.

Perché dunque vietare di indossare scarpe improbabili o sfoggiare acconciature alla moda o lo smalto colorato alle unghie e magari qualche piercing, una sfilata non necessariamente deve rassomigliare ad un corteo lugubre o ad una parata militare.

Sinceramente mi fanno ridere di più quelli che sfilano impassibili ed inespressivi quasi ad interpretare una processione di fantasmi del passato, prendendosi terribilmente sul serio, quasi fossero i sacerdoti e sacerdotesse di una antica cerimonia religiosa.

Quindi non diciamo di sfilare con le scarpe da tennis ma non siamo nemmeno così talebani nel fare l'esame radiografico dei costumi per rivelare chissà quali attentati alla tradizione.

Quindi. invece di gridare sempre alla contraffazione, ringraziamo le centinaia di gruppi folk che mantengono viva la tradizione del costume e del ballo sardo e che ad ogni occasione regalano uno spettacolo di allegria e di colori.

Comunque la pensiate, divertidebos!

P.S. Se volete ammirare mummie assolutamente perfette visitate il museo etnografico.