Superquark a Monti Prama - un'occasione sprecata

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Riproponiamo il servizio di Superquark dedicato alle statue di Monti Prama.

Ancora una volta non perdiamo l'occasione per autocolonizzarci all'orientalismo, eppure avevamo davanti uno dei più autorevoli giornalisti della TV italiana. Ebbene, vada pure che Piero Angela ascriva le scoperte di Cabras al grande patrimonio archeologico italiano, che sarebbe un po' come ammettere che il contenuto del museo egizio di Torino è "italiano". Non volendo scadere nel nazionalismo, lasciamo perdere, ma i sardi che ruolo avevano?

Quello che dice l'archeologo Zucca è esemplare di una certa mentalità. Liquidata l'esperienza nuragica, nè più nè meno come un incidente storico - durato ± 1000 anni (però !) - ci spiega che le statue sarebbero il risultato di un influsso proveniente dall'oriente e precisamente dai fenici, e va bene, ma da profano/i la domanda sorge spontanea: perché in Sardegna?

Se é vero che i fenici hanno attraversato in lungo ed in largo il Mediterraneo, sfondando anche le colonne d'Ercole, incluse quelle di Gibilterra, perché mai avrebbero lasciato la loro perizia da costruttori di statue di questo genere solo in Sardegna e non anche nellla miriade di altre colonie che frequentarono? Questi fenici erano sardi o di un altra nazionalità e se si di quale? Sempre che abbia senso parlare di "nazionalità" in questo contesto.

Evidentemente troppo audace e poco serio ammettere che in mancanza di altre evidenze scientifiche queste statue sono - in discendenza dal periodo nuragico - un prodotto originale dei sardi che abitavano la Sardegna.