Le volpi e gli agnelli.

1 contenuto / 0 new
admdortos
Ritratto di admdortos
Le volpi e gli agnelli.

Dopo il vino, l'olio, la farina, il latte, il formaggio, la frutta e la verdura, per non farci mancare nulla arriva un bella indagine sui presunti agnelli truccati.

La Nuova Sardegna - 25.03.2012 ha scritto:
Agnelli Igp, ecco la lista degli indagati
Coinvolti macellatori di diverse parti dell'isola. L'inchiesta potrebbe chiudersi in estate
di Nadia Cossu

SASSARI. È lunghissimo l'elenco dei titolari di aziende di macellazione finiti nell'indagine della Procura di Sassari sulle presunte false certificazioni degli agnelli Igp. Sono 31 quelli indagati per frode in commercio mentre per le altre 15 persone che compaiono nel fascicolo del pm - appartenenti al Consorzio di tutela e all'Organismo di controllo, come vertici o come dipendenti - le ipotesi di reato vanno dal falso materiale e ideologico in atto pubblico al falso in certificati o autorizzazioni amministrative.  L'inchiesta interessa tutta la Sardegna: da Sindia a Selargius, da Pattada a Samassi, da Orune a Oristano. Macellatori sparsi nell'isola che, secondo i carabinieri del nucleo antifrodi di Roma e la magistratura, avrebbero spacciato come sarda carne arrivata da altri paesi.  L'indagine del sostituto procuratore Gianni Caria potrebbe chiudersi entro l'estate quando i militari della capitale consegneranno la relazione finale. Allora si potrà avere maggiore chiarezza su una vicenda che ha scombussolato non poco il mondo agropastorale. A essere chiamati in causa dal pm non sono solo i macellatori ma anche, a vario titolo, i vertici del Consorzio di tutela dell'agnello sardo (con sede a Nuoro) e quelli dell'organismo "super partes" che aveva il compito di verificare e garantire che venissero effettuati i controlli sul rispetto del disciplinare. Per ottenere il marchio di indicazione geografica protetta, infatti, gli agnelli devono possedere dei requisiti importanti senza i quali l'etichetta non può essere applicata. L'ente in questione ha accertato la regolarità dei procedimenti di certificazione? Lo si saprà a conclusione delle indagini preliminari (il pubblico ministero ha già chiesto una proroga).  E all'indomani della bufera che ha investito il settore, la preoccupazione maggiore la vivono gli allevatori. Ne è certo Francesco Dore, presidente di Copagri per la provincia di Nuoro: «Tutta questa vicenda rappresenta un clamoroso passo indietro - spiega - Perché le politiche di sostegno per la qualità dei nostri prodotti rischiano di essere vanificate. Abbiamo un grande bisogno di valorizzare le produzioni del territorio e in questo senso il consorzio è uno strumento indispensabile». Ma se verranno accertate anomalie sulle certificazioni allora il sistema dovrà essere completamente rivisto. Dore non ha alcun dubbio a sostenere che «la vera parte lesa in questa storia sono gli allevatori». Loro che, oltretutto, pagano profumatamente per l'adesione al consorzio di tutela e perché vengano eseguiti i controlli sugli agnelli che valgono il marchio Igp. Loro che già vivono un momento di grande difficoltà e che proprio dalle politiche di sostegno hanno una boccata d'ossigeno.  L'indagine della Procura di Sassari era nata in seguito a un'attività portata avanti dai carabinieri di Roma e finalizzata a contrastare la frode in commercio. Operazione che aveva portato al sequestro di una mole di documenti negli uffici del Consorzio di Nuoro e dell'Organismo di controllo di Bonassai. Talmente tante carte che il pm ha dovuto chiedere una proroga delle indagini preliminari la cui scadenza - per i primi 31 indagati - è fissata a giugno. Per gli altri quindici - che si sono aggiunti in un secondo momento - le indagini dovrebbero chiudersi a gennaio del 2013. Ma il sostituto Caria potrebbe già entro l'estate avere un quadro preciso e dettagliato della situazione e quindi allora deciderà come procedere: per l'archiviazione o per la richiesta di rinvio a giudizio.  A fare scalpore era stato in particolare il coinvolgimento nell'indagine dei vertici del Consorzio e dell'Organismo di controllo Ocpa. Gli ex dirigenti di quest'ultimo ente si son detti fiduciosi: «Spero davvero che la magistratura faccia chiarezza - aveva detto in particolare Gianni Piredda, all'epoca dirigente dell'Agris e dell'Ocpa - Ho lasciato quell'incarico a marzo del 2009, mi dispiace essere finito in mezzo a questa storia ma allo stesso tempo ben vengano tutti gli accertamenti se serviranno a capire cosa è successo realmente». Dello stesso avviso il professor Giuseppe Pulina, indagato in quanto, allora, presidente del consiglio di amministrazione dell'organismo di controllo: «Ho saputo dai giornali il motivo per cui mi era stata notificata la proroga indagini. Io ero direttore generale di Agris ed ero nel consiglio dell'Ocpa che gestiva le risorse finanziarie ma che non ha mai avuto a che fare con alcun documento di operatività. Mi sono dimesso subito dall'incarico. Abbiamo fiducia nel lavoro della Procura». Insieme a loro nel registro degli indagati sono finiti i nomi di altri importanti personaggi: Salvatore Casu, Pierluigi Pinna, Salvatore Bussu, Antonio Gallisai, Patrizia Pitzalis. Tutti con cariche dirigenziali all'interno dei due enti travolti dalla bufera giudiziaria. Anche se l'indagine nei loro confronti è un atto dovuto in virtù del ruolo ricoperto. 

Agnelli Igp, ecco la lista degli indagati