Tossilo, dopo tanto fumo arriva il biogas

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Dopo tutte queste notizie di stampa riguardanti la Tossilo SpA e la supposta eccessiva burocrazia che frenerebbe lo sviluppo di nuove attività industriali, ho provato a capire la storia della GLM Srl, anche se non è cosa facilissima per i non addetti ai lavori.

Com'è noto dalle cronache questa ditta sembrerebbe fortemente interessata a realizzare un coso alimentato a mondezza nella piana di Tossilo, lo chiamo coso perché non ho ancora capito in cosa consisterebbe questo investimento lautamente finanziato con denaro pubblico. Eppure a Tossilo è già pronta la linea per il compostaggio della Tossilo SpA che dovrebbe servire a mantenere attivo quel sito lavorando la frazione biologica dei rifiuti, proprio lo stesso lavoro che avrebbe dovuto fare anche la GLM ma per trasformarlo in biogas e compost. Dopo le polemiche per il possibile doppione che inevitabilmente avrebbe fatto fallire una delle due attività, la GLM cambia versione e dichiara alla Nuova Sardegna che la linea per il compost non sarebbe così strategica per il suo business che sarebbe in vero orientato a produrre energia dalla frazione umida dei rifiuti evidentemente attraverso la digestione anaerobica, pertanto potrebbe lasciare alla Tossilo SpA la produzione del compost di qualità.

Sembrerebbe un ottima notizia ma, se è vero che nulla si crea dal nulla, è ovvio che se la frazione umida prodotta in zona viene captata dalla GLM per farne biogas difficilmente potrà alimentare anche la linea di compostaggio a meno che la Tossilo non si limiti a lavorare gli scarti della GLM. In questo sono comprensibilissime le preoccupazioni dei lavoratori. In ogni caso nulla in contrario verso le nuove fonti energetiche da fonti alternative al petrolio, salvo per il fatto che anche un biodigestore un qualche impatto ambientale lo crea e lo dimostrano i comitati spontanei che regolarmente si oppongono alla loro realizzazione, com'è recentemente avvenuto a Decimoputzu per un impianto molto più piccolo di quello previsto a Tossilo.

Visto che si tratta di attività imprenditoriali alimentate da denaro pubblico e viste le aspettative che ogni nuova attività suscita in una zona pesantemente colpita dalla crisi è giusto che i cittadini abbiamo le giuste informazioni. Da fruitore della rete ho cominciato col consultare il sito della GLM Srl di Elmas per sapere cosa esattamente si dovrebbe realizzare a Macomer.

La ditta si occupa di forniture ospedaliere, macchinari forestali e per l'industria compresi gli impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili, in particolare nella co-combustione del combustibile da rifiuto e nella cogenerazione del biogas.

Sul sito della ditta non ho trovato nessuna notizia sul progetto di Tossilo, ma su Sardegna Ambiente c'è l'intero studio preliminare proposto dalla GLM Srl con tecnologia della ditta LADURNER AMBIENTE SPA (www.ladurnerambiente.it) : Studio preliminare per impianto integrato per l'ossidazione dei fanghi (WET-OXIDATION) e digestione anaerobica della FORSU con produzione di energia elettrica e termica.

Ho la vaga impressione che, qualora questo progetto venisse realizzato, la Tossilo SpA perderebbe l'occasione di costituire quel polo di riciclaggio alternativo all'incenerimento che il Comitato Non Bruciamoci il Futuro chiede da anni, visto che l'umido verrebbe captato dalla GLM per la valorizzazione spinta e che allo stato attuale sarà ben difficile per qualunque amministrazione sostenere l'ineluttabilità di procedere con la costruzione del nuovo inceneritore con annessa discarica. La cosa strana della vicenda è che il progetto della GLM, che sulla carta sembrerebbe ottimo, risale a 3 anni fa, ma in questi 3 anni a Macomer ci si è incapponiti solo nel cosiddetto revamping dell'inceneritore, senza accorgersi che si stava presentando un temibile concorrente, sarà per questo che la commissaria liquidatrice si è dimessa?

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